[ms. Lat. I 99 = 2138 della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia]

UN MONUMENTO DELL’ARTE FIAMMINGA
DEL RINASCIMENTO

Il codice noto come «Breviario Grimani» è indiscutibilmente uno dei massimi, se non il massimo capolavoro dell’arte della miniatura fiamminga del Rinascimento. Di committenza incerta, posseduto da Margherita d’Austria,  venne acquistato intorno al 1520, per ben 500 ducati d’oro, dal Cardinale Domenico Grimani, che, lasciandolo in eredità alla Serenissima Repubblica di Venezia, vincolava il lascito alla condizione che il codice venisse “mostrato solo a persone di straordinario riguardo e in circostanze eccezionali”. 
Il «Breviario Grimani» ha fatto parte fino al 1781  del «Tesoro di San Marco».
Il codice, ricco di ben 835 carte (= 1670 pagine), è preziosamente rilegato in velluto cremisi e decorato ai piatti con eleganti cornici finemente cesellate che racchiudono cartigli e medaglioni raffiguranti il Doge Antonio Grimani e il Cardinale Domenico, tutti in bronzo dorato.
Caratteristica straordinaria di questo codice miniato è non soltanto il numero e la qualità delle miniature a piena pagina (120), ma la scelta dei temi, estremamente varia e suggestiva, con alternanza di soggetti religiosi e profani e la ricca ornamentazione di tutte la pagine. La scrittura, introdotta spesso da capilettera ornati di varia grandezza, è chiara ed elegante, generalmente a sua volta arricchita da elementi decorativi. Il tutto è impreziosito da un impiego esteso, ma sempre sobrio e delicato, dell’oro.

UN CAPOLAVORO FAMOSISSIMO
MA DI FATTO SCONOSCIUTO

Noto in tutto il mondo per fama, il «Breviario Grimani» è un capolavoro dell’arte universale di fatto sconosciuto, sottratto com’è – necessariamente, per ragioni di conservazione – a una frequentazione diretta di studiosi e appassionati, e noto soltanto attraverso riproduzioni parziali e insoddisfacenti, che fanno grave torto alla preziosità dell’originale. Di qui la necessità di una riproduzione in fac-simile, che – realizzata al massimo livello di qualità consentito dai mezzi tecnici più avanzati – consente l’autentica “scoperta” di un documento d’arte  che supera ogni possibilità di immaginazione.

Un ampio volume di Commentario, affidato alle cure dei massimi specialisti a livello internazionale, consentirà un approfondimento di tutti i dati storici, codicologici, artistici, paleografici del manufatto.

Un raffinato e prezioso scrigno moderno per un tesoro dell'arte fiamminga del Rinascimento

Secondo piatto